venerdì 11 settembre 2020

Su di una zampa sola

  

Su di una zampa sola

sonnecchia il fenicottero

si pensa mentre vola

tal quale a un elicottero

 

vorticare per aria

immemore del mondo

nella foga aviatoria

privarsi del comando

 

la vita come un frullo

un giro all'impazzata

che fuor d'ogni controllo

lo fiondi giù in picchiata

 

ma mentre a capofitto

sovverte il cielo in mare

realizza tutto a un tratto

che lui sa già volare.

 

Dopo quel tuffo al cuore

chissà se lo consola

tornare nel torpore

su di una zampa sola.

 

sabato 5 settembre 2020

Mille bolle

 

Poca acqua e sapone

un disco in cui soffiare

in aria si compone

una schiuma di mare

le conti e sono mille

se Anna fa le bolle

 

Mille globi perfetti

per il mondo fasullo

il vento li ha protetti

in quel tenue intervallo

è un ballo di farfalle

se Anna fa le bolle.

 

In ogni bolla un fiato

trattenuto in volo

respiro imprigionato

in quel pezzo di cielo

di cui sono le stelle

se Anna fa le bolle.

 

Quando in alto scompare

l’ultima delle sfere

come un viaggiatore

non sono più chimere

ma mille navicelle

se Anna fa le bolle.


domenica 9 agosto 2020

Quando ronza la zanzara



Quando ronza la zanzara
non sa neanche cosa anela
mette su quella caciara
e abbandona ogni cautela

dell'amore vuole il sangue
questo almeno s'è capito
perciò spesso sola langue
vale meno d’un prurito

dell’inerzia della vita
molto meglio la minaccia
alla fin fine blandita
d’una mano che la schiaccia.

giovedì 6 agosto 2020

Un uccello migratore



Un uccello migratore
per istinto basilare
abbandona anche l’amore
quand'è tempo di migrare.

Molla tutto e arrivederci
e chi s’è visto s’è visto
triste come un carro merci
vola quel povero cristo

fino a una destinazione
dove già l’assilla urgenza
d’una nuova migrazione
verso il luogo di partenza.

Così tutta l’esistenza
la trascorre avanti e indietro
ma il suo cuore, nell'assenza
non s'è mosso un solo metro.


mercoledì 5 agosto 2020

Se cinguetta l'usignolo


Ogni uccello può spiccare
tanto il volo che in tenzone
a chi ha più doti canore
inventando una canzone

se cinguetta l’usignolo
le altre voci sembran fioche
ma lui bara, in quell’assolo
sta cantando il karaoke.


domenica 2 agosto 2020

Cicale cicale cicale



Friniscono cicale
nell'afa tropicale
ma il rito musicale
è un mesto baccanale

per un’estate sola
quel canto le consola
poi scatta la tagliola
di morte che le gela

per questo ogni cicala
la propria la vita immola
tentando la parola
strillata a squarciagola

che dia un significato
al suo poco vissuto
e se è zitta un minuto
trattiene lo starnuto.

domenica 19 luglio 2020

Famiglia gorilla


La mamma gorilla
si sente insicura
se il piccolo strilla
muore di paura.

Il babbo gorilla
si sente in difetto
se il piccolo strilla
si percuote il petto.

Piccolo gorilla
son sa quel che sente
non sa perché strilla
però è divertente.

giovedì 2 luglio 2020

Memoria d'elefante



Quell'elefante bianco
che anela una compagna
da solo, senza branco
cerca, non si rassegna

ma se incontra l’amore
gli sfugge per un pelo
ha sembianza e colore
di nuvola nel cielo

però quella chimera
sopravvive all'istante
è il ricordo in cui spera
memoria d’elefante.

domenica 28 giugno 2020

Il sogno del ragno



Il ragno fece un sogno
in cui la ragnatela
non era più il suo regno
ma solo una frontiera

passandole attraverso
come una mosca in volo
capì che l’universo
non ha quel lato solo

ma è un piccolo portale
che affaccia al multiverso.
Da allora dorme male
si sente solo e sperso.

lunedì 22 giugno 2020

La solitudine delle tartarughe prime



La tartaruga è sola
dentro il suo spesso guscio
se il cuore spicca il volo
resta fuori dall'uscio

da ogni turbativa
la scampa la corazza
perciò l’amore schiva
non si sente all'altezza.

mercoledì 17 giugno 2020

Lo stile della rana



La rana nuotatrice
è una sognatrice
giacché trova banale
lo stile a sé eguale

la vita vuota e vana
se nuoti solo a rana
(potrebbe dirsi invero
suo stile prigioniero)

da che era un girino
s’immaginò delfino
saltare tra le onde
raggiungere altre sponde

però quella nuotata
non fu alla sua portata
dopo qualche bracciata
finì quasi annegata

pare essere suo fato
l’anelito frustrato
neppure resta a galla
se tenta a farfalla

la volta che gli è occorso
di mettersi sul dorso
per rimirar le stelle
fallì come un imbelle.

Già la rana s’è arresa
sentendosi incompresa
ritiene una stortura
quel ch'è la sua natura

persa nel suo sconforto
in acqua ormai fa il morto.




sabato 8 febbraio 2020

Il beato agnello



Il beato agnello
è giovane, è bello
la lana virginea
perfetta la linea
nella sua campagna
pasteggia a sciampagna
per quanto sia ovino
si veste di lino
erbivoro forse
ma non se n’accorse
se a caccia d’amore
è lui il predatore
quadrupede, è vero
ma è un grande tanguero
nessuna milonga
per lui è troppo lunga
e non c'è una festa
a cui dica basta
il suo entusiasmo
è un continuo orgasmo:
l’intera nottata?
è appena iniziata...
si sente da dio
ma un formicolìo
un giorno è bastato
e tutto è crollato.

Che aggravio esiziale
scoprirsi mortale.



martedì 21 gennaio 2020

Il bacio del baco



Sulla mela c’è un buco
e da lì entrò il baco

lo usò come porta
lei manco s’è accorta

forse fu con un morso
che iniziò il suo percorso

ma addentarne la polpa
non fu mica una colpa

anzi, fu confessione
d’una folle attrazione

scelse lei come meta
mica era da seta

ora il frutto è suo ostello:
cosa v’è di più bello

che viver rintanato
in ciò che più è amato?

Dolce mela che il baco
rende sua poco a poco

ne ricava alimento
a corpo e sentimento

come un minatore
scava dentro il suo amore

se si vuole inoltrare
basta solo baciare

che la mela bacata
pure lei è innamorata

del baco che l’ha resa
tanto sposa che casa.


sabato 18 gennaio 2020

Ma guarda il tricheco



Ma guarda il tricheco
le zanne di sbieco

cui a volte s’appiglia
come apribottiglia

ma solo se ha sete
nelle ore più liete

un sorso di birra
e rotola in  terra

su quella banchisa
si spancia di risa

tanto lo diletta
ogni barzelletta

che il ridere cresce
se non le capisce

quindi in due si piega
se c’è chi le spiega

e capita spesso
essendo un po’ fesso

sereno ed obeso
non sente il suo peso

se oziare è un’arte
lui è certo il più forte

asso favoloso
nel triplo riposo

s'arruzzola al sole
di nulla si duole

con la sua tricheca
l’amore si spreca

cibarie a volontà
molluschi e baccalà

tutto gli va bene
non torti, né pene

solo si rattrista
se pensa al dentista.

giovedì 14 novembre 2019

Le sette fatiche del colibrì



Il colibrì sospeso
per aria senza peso
si libra così immoto
che pare assopito

ma ciò che sembra fermo
è frutto del suo inferno
il battere le ali
essenza dei suoi mali

ottanta ogni secondo
di più se innamorato

(e certo va ammirato
l'occhio che ha contato)

è questo il suo mondo
statico e senza fiato

se vuole impollinare
o si deve nutrire
se vuole civettare
e forse far l’amore

fatica infinita
da che conosce vita
esistere in sostanza
è solo resistenza.




sabato 26 ottobre 2019

Come il topo col gatto

Il gatto gioca col topo
per istinto, senza scopo
tutt'al più il vago intento
d'un po'  di divertimento
da strappare a un'esistenza
di tediosa indifferenza
e in quella vile corrida
manco il gusto della sfida
tanto il topo tramortito
s'assoggetta al bieco rito
e nell'impreparazione
mica impara la lezione.

Ma ogni tanto, l'imprevisto,
un qualcosa di mai visto
profittando che è distratto
il topo gioca col gatto
scopa briscola e tressette
le sue carte son perfette
forse bara, questo è incerto
però intanto non è morto
e si chiude la partita
con il topo ancora in vita
mentre il gatto si nasconde
è rimasto in mutande.

venerdì 20 settembre 2019

Peggio che scarafaggio


L’essere scarafaggio
porta un solo vantaggio

ogni luce palesa
la sua fuga, poi resa

fermo accetta la sorte
nel suo caso la morte

niente smanie o agonia
forse malinconia

per la vita condotta
dentro un’ombra corrotta

sia di punta o di tacco
perire è un colpo secco

una suola incombente
suo privato Caronte

tristo traghettatore
verso un mondo migliore

la cui porta d’ingresso
è scarico del cesso


giovedì 19 settembre 2019

Il totano sabbioso



Il totano sabbioso
è spesso assai scontroso

ma tale atteggiamento
nasconde un suo tormento

quanta sabbia nasconde
in fondo alle mutande


Risultati immagini per "totano sabbioso"

martedì 20 agosto 2019

Il gabbiano della Cornovaglia


C’era un gabbiano della Cornovaglia

che le tempeste assaliva in battaglia

quei nembi ribelli e alti a muraglia

lui li domava come nuvolaglia.



Gli altri uccelli? Tutta gentaglia,

pavidi e ignavi, la coda di paglia,

fermi sul molo con piume a grisaglia

mentre lui i venti avversi sbaraglia



frementi le penne nella schermaglia

contro l’oceano che schiuma e gorgoglia

ma lui s’inabissa, e i flutti scandaglia

riaffiora e sulla scogliera si staglia.



Ma un dì il gabbiano della Cornovaglia

s’imbatté, senza alcuna avvisaglia,

in un amor che con lui fu canaglia.

Da quel momento si sente una quaglia.

sabato 19 gennaio 2019

La rana e il millepiedi


Vide la rana un millepiedi:
Pare un miracolo, non credi?
Tante zampe senza incespicare
Mi spieghi come lo sai fare?
La domanda a tradimento
causò un qualche smarrimento
neppure quel pedestre insetto
lo sapeva, così il perfetto
bilanciamento fu perduto
ruzzolò in meno d'un minuto
almeno già strisciava al suolo
così gli fu indolore il volo
ma a terra non sapeva più
con che zampa tirarsi su
e maturò nell'impotenza
d'una acquisita conoscenza
un'idea, quasi certezza,
che nella vita una salvezza
se c'è, è inconsapevolezza.
Amico mio, se l'hai perduta,
puoi solo aspettare la caduta.


Ma a volte in tanto struggimento
c'è dato un risarcimento.
L’insetto giacente e stordito
all’anfibio pose un quesito:
Mia cara, un dubbio m’ha colto:
ma come spicchi quel gran salto?
E la rana sbiancò in volto.


giovedì 18 ottobre 2018

Effetto-sfarfalla


Con un battito d’ali in Amazzonia
può indurre un tifone nel Giappone
pare che non sia affatto una fandonia
ma effetto di contorta causazione

l’artefice farfalla, se sfarfalla
è una potenza fuor d’ogni controllo
quando per errore urtò una palla
dal mare fuori emerse un atollo

quel giorno che s’è grattata il naso
spuntarono due nuove dolomiti
e certo non sarà stato per caso
se tante rane piovvero su Haiti

lo starnuto, per quanto soffocato,
riesce a generare un maremoto
se poi peta o emette altro fiato
le cavallette invadono ogni prato

la volta che sbadata ha sbadigliato
si ebbero cinque colpi di stato
e quando bruscamente volò via
s'estinse un’antica dinastia.

Matrice di dinamiche crescenti
la farfalla ormai non fa e non falla
poiché dei risultati più inclementi
tutto il mondo la colpa le rimpalla

così immota sta per ore ed ore
e solitaria, e chi la può volere?
Purtroppo un tornado dell'amore
è più facile assai da generare.




domenica 2 settembre 2018

Lama o non lama


Il lama delle Ande
in quel clima iracondo
non sa dire ti amo
e il vivere gli è gramo

quando una lama adocchia
mirandola scaracchia
(nel senso di guardare
mica la vuol centrare)

e al suolo quello sputo
sta meno d'un minuto
poi si tramuta in ghiaccio
opera del tempaccio

una stenta esistenza
conduce a malincuore
afflitto da mancanza
d’un poco di calore

nell'aspra cordigliera
talora si dispera
vivesse cento vite
sempre e solo bronchite

va solo per sentieri
erti come scogliere
non tiene altri pensieri
che quello di cadere

per tutta la sua vita
l'aspetta una salita
ma quando arriva in vetta
nessuno là l’aspetta

eppure vi fu un tempo
in cui sognò l'amore
lo spazio d’uno shampoo
e ne smarrì il sentore

quello che il lama amava
era brama d’abisso
il mettersi alla prova
non esser più se stesso

cedere alla vertigine
in libera caduta
e giù nella voragine
godersi la veduta

ma il piede mise in fallo
lì lì per sdrucciolare
fu allora, in quello stallo
che preferì campare

così il breve intermezzo
si rivelò artifizio
essere lama ha un prezzo:
l'amore è precipizio.


giovedì 9 agosto 2018

Anatrema



Nell’incedere barcolla
e nel corpo si fa frolla
quando pensa al suo destino:
accoppiata, ma ad un vino

dopo una lenta cottura
nel tegame sepoltura
non è vita, ma tortura
o meglio, rosolatura.

E ogni fuga gli è negata
da quella zampa palmata
che l’impaccia nella corsa
può tentare, ma è già persa.

Perciò l’anatra tremante
prova a non pensare a niente
e nel bianco della mente
un assillo è più assillante

non la morte, non l’ignoto
capitombolo nel vuoto
se la testa la tormenta
può restarsene anche spenta

no, ben altro è quel tarlo
nel silenzio può ascoltarlo:
se mai mi faranno lessa
sarò brodo di me stessa?

e il mio io, la mia essenza
sarà anima o pietanza?